La musica nell’Antica Grecia

Nel mondo greco la musica aveva grande importanza sia nella vita sociale che in quella spirituale. Essa infatti veniva adoperata in vari campi e le si attribuiva un valore sacro, come testimoniano i numerosi miti. Un esempio è il mito di Orfeo, inventore della musica, che, grazie ad essa, riesce a convincere gli dei a riportare alla luce la sposa scomparsa. Durante il periodo arcaico la musica veniva praticata solo dagli aedi e dai rapsodi che erano dei veri e propri musicisti di professione; essi narravano leggende e miti accompagnandosi con uno strumento. In età classica, la musica iniziò ad entrare nei programmi educativi di base e così divenne sempre più diffusa e conosciuta. Non esisteva però una scrittura musicale quindi veniva tramandata da padre in figlio oralmente. Nel medesimo periodo, si sviluppò la tragedia. Questo genere teatrale consisteva in dialoghi fra personaggi alternati con canti corali. La composizione del teatro prevedeva una gradinata a semicerchio dove sedeva il pubblico, il palco, dove si esibivano gli attori e, lo spazio che vi era fra le due parti, era occupato dall’orchestra che non era altro che il coro. Fra gli strumenti più utilizzati dai greci abbiamo la lira, la cetra e l’aulos; i primi due sono strumenti a corde mentre l’ultimo è uno strumento a fiato. Pitagora, illustre matematico greco, osservò che il suono di una corda poteva essere ottenuto all’ottava superiore semplicemente facendo vibrare solo una metà della corda. Grazie a questa scoperta riuscì a mettere in relazione matematica la differenza dei suoni di un monocordo. I greci con numerose osservazioni e studi, riuscirono a creare una loro teoria musicale che era basata sul tetracordo; esso era formato da quattro suoni discendenti di cui, i due suoni estremi erano fissi mentre i due centrali erano mobili. I tetracordi erano di tre tipi: diatonico, cromatico ed enarmonico. L’unione di due tetracordi portava alla formazione di diversi modi: dorico, frigio e lidio. Un altro importante elemento era il ritmo. Allora, il ritmo musicale si basava su quello poetico. Grandi filosofi dell’epoca ritenevano che la musica fosse un’arte importantissima per l’animo umano. Platone diceva che arricchisce l’animo umano proprio come la ginnastica irrobustisce il fisico. Questo pensiero veniva condiviso anche da altri filosofi, ad esempio il grande Aristotele.

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