Il Canto Gregoriano

L’intervallo di tempo fra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e la scoperta del Nuovo Mondo va sotto il nome di Medioevo. Esso è un’epoca storica importantissima poiché funge da transizione fra il Mondo Antico, rappresentato dalla potenza degli imperi colossali, come quello romano, e il Mondo Moderno, che assume tutt’altro aspetto grazie alla progressione in campo culturale e sociale.

La musica, in questo periodo molto delicato e particolare, si sviluppa principalmente fra i sacri marmi delle chiese. In questi ambienti nasce, infatti, il famoso e colossale Canto Gregoriano, importantissima raccolta di melodie canore, a opera di papa Gregorio Magno.

Nonostante le tradizionali narrazioni, le origini del Canto Gregoriano si debbono rintracciare in tempi ancor più remoti. Esso, infatti, inizia a forgiarsi nel 313 d.C, anno in cui l’Imperatore Costantino promulga l’Editto di Milano, documento rivoluzionario poiché con esso venne concessa ai sudditi la libertà di culto. Da allora, dunque, i cattolici iniziarono a comporre i primi canti da eseguire durante i riti, come da tradizione giudaica. Successivamente, fra il settimo e l’ottavo secolo i re carolingi Pipino il Breve e Carlomagno iniziarono a realizzare questa imponente raccolta. Il Canto Gregoriano, dunque, vede nel Sacro Romano Impero e nel suo governo, la culla natale ed è un lodevole connubio fra il canto cristiano gallicano e quello romano. Vi chiederete: ma se il Canto Gregoriano non è nato a Roma e non è nato neanche negli ambienti ecclesiastici, come ha fatto poi a divenire Canto Ufficiale della Chiesa? Esso si diffuse in Italia nella seconda metà del decimo secolo quando gli Ottoni scesero nella penisola e iniziarono a dialogare con i massimi uffici ecclesiastici. Da allora, dunque, rimase canto ufficiale della chiesa fino al Concilio Vaticano II.

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